Poesia anonima anacreontea
Eros un giorno
non vide un'ape
fra le rose, e fu punto
al dito. Strillò,
sbatté le mani,
volò di corsa
dalla bella Citerea
e disse:"Ahi ,mamma!
Io sto per morire !
Un piccolo drago con le ali
mi ha ferito: lo chiamano ape,
i contadini!".
E lei rispose: "Se il pungiglione
di un'ape ti fa tanto male,
quanto pensi che soffrano,
Eros, quelli che tu ferisci?".
Paul Valery
L'ape
Quale che sia, e mortale,
e fina la tua punta,
il mio cestello tenero
non ti velo, ape bionda,
che d'un sogno di trina.
Pungi al seno la bella
mela, cui posa Amore
e vi langue o vi muore;
alla mia carne tonda
e ribelle che affiori
di me vermiglia un poco.
D'un alacre tormento
bramo l'offesa; meglio,
cresciuto e vivo, un male
che una sopita pena.
Illumini il mio senso
l'infima sveglia d'oro,
di cui se privo, Amore
perisce o s'addormenta.
Pablo
Neruda
Bianca ape, ebbra di miele, ronzi nella mia anima
e ti avvolgi in spirali lentissime di fumo.
Io sono il disperato, la parola senz'eco,
quegli che ha perso tutto, dopo aver tutto avuto.
Sei la fune in cui cigola la mia ultima brama.
Nel mio deserto vivi come l'ultima rosa.
Ah silenziosa.
Chiudi gli occhi profondi dove aleggia la notte.
E denuda il tuo corpo di statua timorosa.
Possiedi occhi profondi dove vola la notte,
fresche braccia di fiori ed un grembo di rosa.
I tuoi seni assomigliano alle conchiglie bianche.
E sul tuo ventre dorme una farfalla d'ombra.
Ah silenziosa.
Luigi Orsini
Le api
Spunta l’aurora. Dal sottil forame
che custodisce il rugiadoso miele
escono le api, e il brulicante sciame
lasciano in fretta e l’alvear fedele.
Quasi che un vivo foco entro vi fosse,
saettan via come faville rosse.
Ed ecco il sole. Né la luce ardente,
paion un nembo di scintille d’oro:
si sparpagliano poi rapidamente
riprendendo ciascuna il suo lavoro:
si tuffano, né l’una a l’altra bada,
né le corolle grevi di rugiada.
Suggono l’api l’anima dei fiori
e né fan miele di sapor soave:
recan messaggi d’innocenti amori,
né l’industre fatica è lor mai grave.
Dopo cento viaggi in un sol giorno
ultimamente a casa fan ritorno.
Sagge e laboriose, api, voi siete
esempio a noi di volontà tenace;
n’apparite perciò festose e liete,
e manco a notte, il buon ronzio si tace.
Trascorrete così vostra giornata,
onorando il Signor che ve l’ha data.
LE API E LA POESIA
|
C'è un'ape che si
posa
Garcia Lorca
|